Skip navigation

Category Archives: Look & Feel

1) Come personalizzare il prompt nel terminale:
http://www.cyberciti.biz/tips/howto-linux-unix-bash-shell-setup-prompt.html

2) Un’altra guida al tweaking del prompt usando .bashrc:
http://illusion22.wordpress.com/2007/04/17/giocherellando-con-bashrc/

3) La guida definitiva ai comandi della shell:
http://linux.p2pforum.it/wiki/Guida_ai_comandi_base_della_shell_in_GNU/Linux

4) Altra guida (quasi-definitiva) ai comandi della shell:
http://linuxcommand.org/learning_the_shell.php

Annunci

Da Gnomer convinto, l’unica feature che invidio a KDE è la possibilità di cambiare sfondo dopo un’intervallo di tempo predefinito. Mi sono messo a caccia di qualche programmino che facesse il lavoro sporco e… l’ho trovato!

Hradcany

Il mio sfondo preferito… Ah! Che meraviglia…!

Si tratta di un piccolo script in Python¹ che ho trovato su questo blog. Lo script prende le immagini all’interno di una cartella a scelta e li imposta casualmente come sfondi del desktop, con un intervallo di tempo a scelta.

Una volta scaricato, assicuratevi di renderlo eseguibile con il comando:

chmod +x ./changer.py

Si usa da linea di comando secondo questa sintassi:

switcher.py -f <cartella> -i <intervallo>

dove <cartella> è la directory dove abbiamo i file e <intervallo> l’intervallo di tempo in secondi per il quale vogliamo lasciare lo sfondo prima che sia cambiato. Ovviamente, aggiungendo questo comando in Sistema -> Preferenze -> Sessioni ci si evita il disturbo di avviarlo ad ogni riavvio.

Lo script è disponibile al blog di cui sopra, ma l’indentazione è completamente sballata e il programma non funziona. E’ possibile scaricare lo script corretto (da me) a questo indirizzo.

¹ Dio benedica Guido Van Rossum!

Dal sempre ottimo blog di Illusion²² apprendo la notizia dell’esistenza di una nuova tray-icon per Compiz.

Di tray-icon come questa ce ne sono molte, ma questa ha due aspetti interessanti:
1- è scritta nell’adorato Python;
2- esegue il preload della libreria libGL, che per noi utilizzatori di fglrx è una mano santa (ringraziamo coralmente ATI per lo scandaloso ottimo supporto software…).

Istruzioni e tutto il resto su questo articolo del blog di Illusion²².

1) Una utile guida con spunti per risolvere autonomamente i propri problemi con Linux: http://natonelbronx.wordpress.com/2007/05/12/introduzione-a-come-scoprire-dove-stanno-i-problemi-con-linux/

2) Riflessioni sulla mossa ubuntista di Dell:
http://www.itwire.com.au/content/view/12731/1090/

3) Raccolta di suggerimenti (non tutti provati) per velocizzare Feisty: http://www.xsol.se/index.php/2007/04/29/feisty-performance-fly-like-a-butterfly/

4) Sito (tradotto male) + comodissima estensione (per firefox) per seguire i commenti ai blog: http://www.cocomment.com/

5) L’autore del logo di BeeSeek Illusion²², che è diverso da Illusion, l’autore del logo di BeeSeek, spiega come “abbellire” l’utente root: http://illusion22.wordpress.com/2007/06/13/stili-qt-anche-per-root/

6) Un comando utilissimo per chi abusa di hard disk removibili e chiavette usb: fuser. Ecco una guida:
http://nakinub.noblogs.org/post/2007/06/18/fuser-conoscere-il-processo-che-utilizza-un-file

7) Guida a FUSE, modulo dalle mille risorse e sempre più usato e diffuso:
http://pettinix.blogspot.com/2007/06/fuse-filesystem-in-userspace.html


¹ Contest: un link a scelta da aggiungere nel blogroll per chi riconosce la citazione.

I file .ttf possono essere posizioni in due cartelle:

  • /usr/share/fonts/truetype è la cartella di sistema
  • ~/.fonts è la cartella della home destinata ai font dell’utente

Qualsiasi delle due opzioni disponibili si scelga per piazzare il font, è necessario aggiornare la cache con:

sudo fc-cache -f -v

Fatto! 🙂

Tranquilli, a chiarirvi le idee ci pensa Cimi, il geniale inventore di Murrine¹, con questo illuminante post che descrive splendidamente il panorama ancora un pò oscuro e confuso dell’opencompositing.

Compiz Fusion Logo

¹ Messaggio per Cimi: grazie per aver creato Murrine! 🙂

…una piccola, succulenta anteprima.

[Fonte: Opera Omnia]

Tra le ragioni che spesso si sentono citare per giustificare l’utilizzo di Linux ai winzozzisti c’è senz’altro l’estrema capacità di personalizzazione e la possibilità di abbellire la nostra Linux Box. Ciò è vero anche per Ubuntu, che può essere temato a volontà per renderlo piacevole e sempre diverso dal solito.

C’è però una componente che nonostante tutto è ancora tremendamente brutta: GRUB, il boot loader predefinito di Ubuntu.

GRUB prima della cura

GRUB prima del chirurgo estetico.

Per cominciare, apriamo il file di configurazione di GRUB. Prima però salviamone una copia di backup, dato che eventuali pasticci in questa fase possono impedire l’avvio di tutti i sistemi operativi installati.

sudo cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.backup

sudo gedit /boot/grub/menu.lst

Sottolineo nuovamente: occhio a non fare macelli, altrimenti Ubuntu non parte più… e neanche Windows, ma questo non è un gran male.

Localizzate questa riga all’interno del file:

# color cyan/blue white/blue

tolto l’asterisco, il comando color definisce i colori delle scritte e dello sfondo del bootloader. La sintassi da usare è questa:

color scritte/sfondo scrittaevidenziata/sfondoevidenziato

Le liste con i colori utilizzabili sono disponibili su Internet o meglio con info grub da terminale. Non scendo nel dettaglio perchè questa metodica è largamente superata dalla possibilità di impostare un’immagine di sfondo, ovvero di una splashimage che supera le impostazioni sopra descritte.

Le caratteristiche della splashimage sono: formato xpm.gz (ovvero xpm compresso), risoluzione 640×480, 14 colori. che significa immagini abbastanza brutte, ma sempre meglio dello sfondo nero.

Una buona collezione di splash si trova a questo indirizzo. Altre splash si trovano sia su Gnome-look che su KDE-look. Chi ha le doti, ovviamente, può farsene da sole con il proprio programma di grafica preferito, partendo dall’immagine che vuole, ridimensionandola, riducendo i colori e salvandola in xpm.gz.

La splash va posizionata sull’hard disk in un punto qualsiasi (anche sotto /boot/grub o in una apposita sottocartella). Invece, in menu.lst vanno aggiunte queste righe:

# Splashimage
foreground = 0000ff
background = ffffff
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/nome_file.xpm.gz

Ovviamente (hd0,0) deve corrispondere alla posizione sull’hard disk della partizione che ospita il file. Potete ricavare questa informazioni da menu.lst stesso, scendendo in fondo al file per cercare le linee che fanno avviare Ubuntu. Lì potete trovare quale valore copiare in questa riga per far trovare il file a GRUB.

Gli attributi foreground e background riappresentano rispettivamente il colore delle scritte e il colore dello sfondo, riportati nella notazione standard RGB (usata anche nel codice html), che può essere ottenuta tramite un qualsiasi programma di grafica.

GRUB dopo la cura

GRUB dopo il chirurgo plastico.

Ho scoperto tramite qualche commento a post precedenti il blog Opera Omnia. E’ molto ben fatto e mi complimento con il suo autore, Cisco.

Opera omnia

Sfogliando le pagine del blog ho scoperto un post che interesserà a tutti gli appassionati di temi e personalizzazione estetica della loro Ubuntu Box.

Il post tratta di un’utility che non conoscevo e che si installa con un sudo apt-get install gnome-art ed è poi accessibile da Sistema –> Preferenze –> Art Manager.

Art Manager

Art Manager si collega ad art.gnome.org, e scarica temi, decorazioni delle finestre, addirittura splash screen e login manager, e ne permette l’installazione automatica. Visto che di art.gnome.org se ne occupa il nostro Cimi, non posso che augurargli buon lavoro!

Innegabile che Cimi sia al centro degli ultimi post di questo blog. L’ultima ragione per meritarsi una segnalazione è l’annuncio sul suo blog della apertura del nuovo sito ufficiale di Murrine, il motore Gtk2 di sua creazione che ha riscosso tanto successo, per la sua qualità e per le grandi capacità di configurazione dei temi.

Murrine

Sono un utilizzatore della prima ora di Murrine, e sono contento che il progetto stia prendendo così tanto piede, anche perchè lo realizza un italiano, e nel panorama internazionale ciò non guasta. Su gnomelook.org molti dei temi disponibili, e soprattutto molti di quelli più belli, sono proprio delle Murrine.

Complimenti a Cimi, e buon lavoro!