Skip navigation

Category Archives: Feisty Fawn

…segnalo un bel post dal blog di Alessandro Alessio Treglia con ottimi suggerimenti per ottenere un update pulito ed efficiente da Feisty a Gutsy.

Io cercherò di resistere fino a giovedì!

Annunci

La mia rete comprende 3 computer, e costantamente i file che mi servono sono su uno dei degli altri due computer che non sto usando. Ovviamente, Linux prevede diversi modi per condividere file all’interno di una rete. Uno dei più semplici è senz’altro NFS.

NFS non permette di condividere file con sistemi Windows, ma è veloce, efficace, e sicuro (se configurato bene). Questa guida presume che la vostra rete sia già configurata e funzionante sul piano hardware e che conosciate gli indirizzi IP delle vostre macchine.

Lato server

Per cominciare, installiamo NFS su tutte le macchine:

sudo apt-get install portmap nfs-kernel-server

Il demone di NFS può essere controllato con questo comando:

/etc/init.d/nfs-kernel-server start|stop|restart|status

Il server è il computer da cui prendiamo i file. Pertanto dobbiamo indicare quali file vogliamo rendere disponibili per la rete modificando il file /etc/exports:

sudo gedit /etc/exports

Aggiungiamo una riga per ogni cartella da convidiere, seguendo questa sintassi:

/cartella/da/esportare indirizzo.ip.del.client(rw,sync)

rw permette l’accesso in lettura e scrittura. Può essere sostituito da ro se si preferisce abilitare la sola lettura. Esportiamo queste condivisioni con:

sudo exportfs -ra

Per evitare che chiunque possa accedere al server, modifichiamo i file hosts.deny e hosts.allow:

sudo gedit /etc/hosts.deny

e inseriamo quanto segue:

portmap mountd nfsd statd lockd rquotad : ALL

poi diamo:

sudo gedit /etc/hosts.allow

e inseriamo quanto segue:

portmap mountd nfsd statd lockd rquotad : indirizzi.ip.dei.client

Nota: tra gli indirizzi ip dei client deve essere presente anche l’ip del server.

A questo punto, possiamo riavviare i servizi per rendere effettive tutte le impostazioni:

sudo /etc/init.d/portmap restart
sudo /etc/init.d/nfs-kernel-server restart

Lato Client

Installiamo il software necessario:

sudo apt-get install portmap nfs-common

Anche in questo caso, per motivi di sicurezza, modifichiamo i file hosts.deny e hosts.allow:

sudo gedit /etc/hosts.deny

e inseriamo quanto segue:

portmap : ALL

Poi diamo:

sudo gedit /etc/hosts.allow

e inseriamo quanto segue:

portmap : indirizzo.ip.del.server

Il client ora può montare la risorsa NFS nel filesystem. Ciò può essere realizzato col comando mount, o più comodamente, modificando /etc/fstab:

server:cartella /cartella/di/destinazione nfs rw,hard,intr 0 0

Oltre alle opzioni rw, hard e intr, sono utili le opzioni noauto, user, exec, dev e suid, che permettono di montare il filesystem anche da un utente normale, mantenendo i privilegi per i file eseguibili, il suid e i dispositivi a blocchi. L’opzione noauto permette di evitare che il filesystem sia montato automaticamente all’avvio (utile se la risorsa nfs non è sempre disponibile)

Superfluo sottlineare che la cartella su cui montare la risorsa remota deve essere stata preventivamente creata con mkdir.

Thunderbird è un ottimo programma, ma purtroppo l’installazione su Linux impedisce di usare Firefox come browser predefinito. Ovviamente, esiste una soluzione.

Firefox all’attacco di IE

Armati di terminale, andiamo nella cartella del profilo di Thunderbird:

cd ~/mozilla.thunderbird/<profilo>.default

dove <profilo> cambia da utente ad utente, quindi dovete vedere qual è la cartella per la vostra installazione.

Apriamo il file di configurazione prefs.js e aggiungiamo queste righe:

user_pref(”network.protocol-handler.app.http”, “/usr/bin/firefox”);
user_pref(”network.protocol-handler.app.https”, “/usr/bin/firefox);
user_pref(”network.protocol-handler.app.ftp”, “/usr/bin/firefox”);

Un’alternativa a questa procedura, che interessa l’intero sistema, è quello di dare questo comando:

update-alternatives --config x-www-browser

e poi scegliere firefox come browser predefinito.

Smanettato di brutto con i repository e sources.list è andato a fari benedire?

Nessun problema: basta cliccare qui e seguire le istruzioni.

Una cosa spiacevole che ho notato dopo aver installato Xgl per installare Beryl (prima) e Compiz Fusion (poi), è un comportamento poco gradito durante la riproduzione video, quando uno dovrebbe stare sbracato sulla poltrona o sul letto tra le braccia della sua dolce metà, e invece deve alzarsi ogni dieci minuti per muovere il mouse, visto che lo schermo è diventato così:

Schermo nero

Causa immane pigrizia non ho mai cercato info sui forum, ma mi sono accorto che il problema è legato a qualche tipo di impostazione di Xgl, e non riguarda nè lo screensaver, nè le impostazioni di risparmio energetico: anche se entrambi sono disattivati, lo schermo si annerisce lo stesso e solo l’audio resta a fare compagnia.

Se qualcuno ha una descrizione tecnica di quanto succede, è il benvenuto a spiegare cosa succede nei commenti. Io nel frattempo ho avuto la fortuna di incappare in questo post del blog di Telperion, da cui attingo (per me e per il mio blog) tante di quelle informazioni che dovrei offrirgli una cena come minimo.

La soluzione è aprire /etc/X11/xorg.conf e aggiungere alla fine del file quanto segue:

Section "ServerFlags"
Option "blank time" "0"
Option "standby time" "0"
Option "suspend time" "0"
Option "off time" "0"
EndSection

Una volta riavviato, lo schermo rimane acceso. Garantito.

…sono riepilogate a questo indirizzo.

[Fonte: Ubuntista]

Da Gnomer convinto, l’unica feature che invidio a KDE è la possibilità di cambiare sfondo dopo un’intervallo di tempo predefinito. Mi sono messo a caccia di qualche programmino che facesse il lavoro sporco e… l’ho trovato!

Hradcany

Il mio sfondo preferito… Ah! Che meraviglia…!

Si tratta di un piccolo script in Python¹ che ho trovato su questo blog. Lo script prende le immagini all’interno di una cartella a scelta e li imposta casualmente come sfondi del desktop, con un intervallo di tempo a scelta.

Una volta scaricato, assicuratevi di renderlo eseguibile con il comando:

chmod +x ./changer.py

Si usa da linea di comando secondo questa sintassi:

switcher.py -f <cartella> -i <intervallo>

dove <cartella> è la directory dove abbiamo i file e <intervallo> l’intervallo di tempo in secondi per il quale vogliamo lasciare lo sfondo prima che sia cambiato. Ovviamente, aggiungendo questo comando in Sistema -> Preferenze -> Sessioni ci si evita il disturbo di avviarlo ad ogni riavvio.

Lo script è disponibile al blog di cui sopra, ma l’indentazione è completamente sballata e il programma non funziona. E’ possibile scaricare lo script corretto (da me) a questo indirizzo.

¹ Dio benedica Guido Van Rossum!

Spesso i dischi appena comprati e formattati in ext3 hanno delle etichette generiche che non aiutano a riconoscere al volo il contenuto del disco stesso. Fortunatamente è piuttosto semplice modificare queste etichette come meglio ci aggrada.

Hard Disk

Il comando necessario a fare il lavoro è:

sudo e2label /dev/sdaX Etichetta

dove ovviamente /dev/sdaX è la partizione su cui vogliamo operare. Se non fosse nota, Un semplice mount può aiutarci ad identificarla.

Questo comando vale anche per i dischi esterni, che potrebbero aver bisogno di essere smontati e rimontati per applicare la nuova etichetta.

Nel caso che il disco sia montato in Fat32, è necessario dotarsi di un apposito set di software con il comando:

sudo apt-get install mtools

Dopodichè, potremo cambiare l’etichetta con:

sudo mlabel -i /dev/sdaX ::Etichetta

[Fonte: Aldolat & Aldolat]

Dal sempre ottimo blog di Illusion²² apprendo la notizia dell’esistenza di una nuova tray-icon per Compiz.

Di tray-icon come questa ce ne sono molte, ma questa ha due aspetti interessanti:
1- è scritta nell’adorato Python;
2- esegue il preload della libreria libGL, che per noi utilizzatori di fglrx è una mano santa (ringraziamo coralmente ATI per lo scandaloso ottimo supporto software…).

Istruzioni e tutto il resto su questo articolo del blog di Illusion²².

Quando ho installato Feisty Fawn, una delle cose che ho gradito di più è stato il Network Manager, che sul mio Inspiron 6400 funziona benissimo e si aggancia a qualsiasi rete, wireless o meno, senza problemi.

D’altra parte, Network Manager salva tutte le chiavi di rete in un file noto come portachiavi, che deve essere sbloccato ad ogni avvio inserendo la password del portachiavi stesso.

Portachiavi

Visto che questo comportamento risulta straordinariamente noioso (eufemismo elegante), ho cercato a lungo una soluzione. Incredibilmente, Network Manager non prevede alcuna possibilità per eliminare questa noiosa procedura, ma con un piccolo trucchetto è possibile aggirare il problema.

L’unico prerequisito è che la password di login dell’utente e le password del portachiavi siano identiche. altrimenti, il trick non funziona.

La soluzion ruota attorno all’installazione di un apposito pacchetto:

sudo apt-get install libpam-keyring

Fatto questo, dovremo editare i seguenti file

sudo gedit /etc/pam.d/gdm
sudo gedit /etc/pam.d/gdm-autologin (solo per chi usa il login automatico)

e aggiungere in entrambi questa stringa alla fine del file:

@include common-pamkeyring


[¹] Chi avesse scelto due password diverse per il login e il portachiavi, può resettare quest’ultima cancellando il file che contiene le chiavi di rete (e la password stessa):
rm ~/.gnome2/keyrings/default.keyring
Chiaramente, ciò comporta anche la cancellazione di tutte le chiavi, che dovranno essere reinserite a mano successivamente.