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Monthly Archives: giugno 2007

Quando ho installato Feisty Fawn, una delle cose che ho gradito di più è stato il Network Manager, che sul mio Inspiron 6400 funziona benissimo e si aggancia a qualsiasi rete, wireless o meno, senza problemi.

D’altra parte, Network Manager salva tutte le chiavi di rete in un file noto come portachiavi, che deve essere sbloccato ad ogni avvio inserendo la password del portachiavi stesso.

Portachiavi

Visto che questo comportamento risulta straordinariamente noioso (eufemismo elegante), ho cercato a lungo una soluzione. Incredibilmente, Network Manager non prevede alcuna possibilità per eliminare questa noiosa procedura, ma con un piccolo trucchetto è possibile aggirare il problema.

L’unico prerequisito è che la password di login dell’utente e le password del portachiavi siano identiche. altrimenti, il trick non funziona.

La soluzion ruota attorno all’installazione di un apposito pacchetto:

sudo apt-get install libpam-keyring

Fatto questo, dovremo editare i seguenti file

sudo gedit /etc/pam.d/gdm
sudo gedit /etc/pam.d/gdm-autologin (solo per chi usa il login automatico)

e aggiungere in entrambi questa stringa alla fine del file:

@include common-pamkeyring


[¹] Chi avesse scelto due password diverse per il login e il portachiavi, può resettare quest’ultima cancellando il file che contiene le chiavi di rete (e la password stessa):
rm ~/.gnome2/keyrings/default.keyring
Chiaramente, ciò comporta anche la cancellazione di tutte le chiavi, che dovranno essere reinserite a mano successivamente.

Quanti sistemi operativi esistono? Centinaia, come minimo. Ma quanti sono i veri progenitori di tutti i sistemi operativi? Una dozzina circa.

La genealogia di tutti i sistemi operativi è stata riassunta in questa enorme immagine.

[Fonte: Boliboop]

Visto che Tribe 2 è appena uscita, forse vale la pena di provarla e magari aiutare gli sviluppatori nella identificazione correzione dei bug che inevitabilmente colpiscono rilasci così prematuri. Per evitare pericolosi smanettamenti con le partizioni, un software di virtualizzazione come VMware viene in soccorso. E da quando VMware è stato inserito negli archivi commerciali di Canonical la sua installazione è ancora più facile.

Logo VMware

Per cominciare, aggiungiamo il repository di cui sopra alla nostra lista:

sudo gedit /etc/apt/sources.list

e aggiungiamo le seguenti righe:

## CANONICAL COMMERCIAL REPOSITORY
deb http://archive.canonical.com/ubuntu feisty-commercial main

dopodichè passiamo all’installazione vera e propria

sudo apt-get update
sudo apt-get install vmware-server vmware-tools-kernel-modules

Al termine del download, il programma di installazione ci chiederà prima di accettare la licenza, e poi la chiave di registrazione, che può essere ottenuta gratuitamente dal sito web di vmware a questo indirizzo.

La configurazione viene svolta automaticamente, ma le principali impostazioni di configurazione possono essere personalizzate modificando il file /etc/vmware/config, oppure direttamente dai menu del programma, che potremo avviare tramite il comodo link in Applicazioni -> Strumenti di sistema -> VMware Server Console.

Trucco per i widescreen: VMware non supporta nativamente i monitor widescreen. La soluzione consiste nell’aprire il file .vmx della macchina virtuale e aggiungere alla fine:

svga.maxWidth = "1280"
svga.maxHeight = "800"

Se l’OS virtualizzato è Windows bisogna seguire queste istruzioni. Se invece virtualizziamo un sistema Linux, bisogna modificare il file di configurazione di X con l’istruzione ModeLine.

Questo messaggio apparso sulla mailing list ubuntu-devel-announce ufficializza l’uscita della seconda alfa di Gutsy Gibbon, definita “Tribe 2”.

Tribe

Qui sono riassunte le principali novità. Tra le più eclatanti, Compiz Fusion abilitato di default, Gnome 2.19.4 e Firefox 3 “Gran Paradiso” già presente in universe.

Ubuntu Gutsy Gibbon Tribe 2 può essere scaricata qui.

Oggi è partito ufficialmente il Progetto CD Ubuntu, un’idea nata in seno al Gruppo Promozione della Comunità italiana dedicata al nostro sistema operativo preferito.

Questo progetto mira a soddisfare le esigenze di chi non avendo una connessione ADSL non può scaricare agevolmente le ISO da masterizzare, ma è così fremente di provare la distro più popolare del momento da non poter/voler aspettare il mesetto necessario a ricevere i Cd di ShipIt.

CD

La procedura è semplice: si manda una richiesta all’indirizzo cdubuntu@ubuntu-it.org come indicato nella pagina wiki del progetto, e si attende che uno dei due referenti comunichi per e-mail l’indirizzo (reale) del distributore che si incarica materialmente di preparare i CD. A questo punto il richiedente può inviare una busta con dentro un CD-R e un’altra busta affrancata e compilata (una cosiddetta SASE). Il distributore masterizza la versione scelta e rispedisce il tutto al richiedente, che felice e contento può installare Ubuntu sul suo computer.

Tra l’altro, il richiedente sarà ancora più felice e contento se manda un CD vergine di buona qualità, e non una delle schifezzuole buone sole a giocare a freesbee, altrimenti dovrà spedire un nuovo CD se la masterizzazione non va a buon fine.

Il Progetto CD Ubuntu prende spunto da un’altra progetto già attivo noto come Progetto Sticker. Avete presente quei bollini con la bandierina di Redmond che deturpano i nostri portatili, ma anche pc fissi e persino certe auto? Bene, è possibile rimpiazzarli con lo Sticker di Ubuntu distribuito da System76, vendor di hardware famoso per distribuire pc senza Windows preinstallato. System76 distribuisce i suoi sticker solo in alcuni Paesi e tramite organizzazioni, non direttamente ai privati, così il Gruppo Promozione si è organizzato per fare da collettore e distributore di questi sticker a chiunque voglia abbellire la propria Ubuntu Box.

Sticker

Tra l’altro, chi richiede i CD ottiene automaticamente anche uno sticker in omaggio. Bello, no? 🙂

1) Una utile guida con spunti per risolvere autonomamente i propri problemi con Linux: http://natonelbronx.wordpress.com/2007/05/12/introduzione-a-come-scoprire-dove-stanno-i-problemi-con-linux/

2) Riflessioni sulla mossa ubuntista di Dell:
http://www.itwire.com.au/content/view/12731/1090/

3) Raccolta di suggerimenti (non tutti provati) per velocizzare Feisty: http://www.xsol.se/index.php/2007/04/29/feisty-performance-fly-like-a-butterfly/

4) Sito (tradotto male) + comodissima estensione (per firefox) per seguire i commenti ai blog: http://www.cocomment.com/

5) L’autore del logo di BeeSeek Illusion²², che è diverso da Illusion, l’autore del logo di BeeSeek, spiega come “abbellire” l’utente root: http://illusion22.wordpress.com/2007/06/13/stili-qt-anche-per-root/

6) Un comando utilissimo per chi abusa di hard disk removibili e chiavette usb: fuser. Ecco una guida:
http://nakinub.noblogs.org/post/2007/06/18/fuser-conoscere-il-processo-che-utilizza-un-file

7) Guida a FUSE, modulo dalle mille risorse e sempre più usato e diffuso:
http://pettinix.blogspot.com/2007/06/fuse-filesystem-in-userspace.html


¹ Contest: un link a scelta da aggiungere nel blogroll per chi riconosce la citazione.

I file .ttf possono essere posizioni in due cartelle:

  • /usr/share/fonts/truetype è la cartella di sistema
  • ~/.fonts è la cartella della home destinata ai font dell’utente

Qualsiasi delle due opzioni disponibili si scelga per piazzare il font, è necessario aggiornare la cache con:

sudo fc-cache -f -v

Fatto! 🙂

Nella giornata di ieri molti blog si sono affrettati a riportare la notizia del lancio dei nuovi portatili Inspiron. Notizia che per noi ubunteros è ancora più ghiotta visto che un paio di questi modelli sono stato scelti per completare l’offerta di computer che Dell vende con Ubuntu preinstallato.

Ubuntu e Dell, oggi sposi

Pochi però hanno letto l’intero articolo comparso sul blog ufficiale della Dell, Direct2Dell. Nella seconda parte dell’articolo John Hull, responsabile del comparto Linux della casa texana, annuncia che “Dell intende offrire Linux in ulteriori paesi fuori dagli Stati Uniti. Ulteriori dettagli arriveranno a fine estate” (traduzione mia).

Inoltre, Dell sta valutando l’opportunità di vendere Pc con Ubuntu preinstallato all’utenza business, dopo il clamore suscitato dalla notizia che un piccolo imprenditore statunitense si era visto negare la vendita di un computer con la nostra distro preferita.

Sfortunatamente, Dell non ha ancora rivelato nulla del successo di questa iniziativa. Sarebbe interessante sapere quanti di quei famosi 20.000 computer all’anno (previsti) sono stati effettivamente venduti in queste prime settimane di commercializzazione. L’opinione generale è comunque che le cose stiano andando bene, vista la messa in vendita dei nuovi modelli e la decisione sul mercato extra-USA. Speriamo bene, e che altre grandi case seguano l’esempio.

Tranquilli, a chiarirvi le idee ci pensa Cimi, il geniale inventore di Murrine¹, con questo illuminante post che descrive splendidamente il panorama ancora un pò oscuro e confuso dell’opencompositing.

Compiz Fusion Logo

¹ Messaggio per Cimi: grazie per aver creato Murrine! 🙂

Leggo su OssBlog che la RIAA ha migrato il suo web server da Windows Server 2003 a RedHat + Apache. Fin qui nulla di strano. Non sono poche le grandi organizzazioni che hanno scelto Linux per la propria infrastruttura informatica, come citavo già in questo vecchio post.

Microsoft Patents

Ma… non c’era qualcuno che diceva che Linux viola i brevetti di Microsoft? Forse la RIAA non lo sa, e non sa nemmeno che Red Hat non vuole entrare nel gruppo delle aziende che hanno ceduto alle lusinghe di Redmon.

Curioso, no? Ma non sarà che Linux non viola nessun brevetto, e la RIAA lo sa benissimo? Mah… chissà…