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Daily Archives: Maggio 28th, 2007

La distribuzione Kubuntu è nata appositamente per soddisfare le esigenze degli utenti che usano KDE al posto di Gnome. In realtà anche agli utenti di Gnome spesso fa comodo usare applicazioni per KDE, che richiedono la presenza delle relative librerie.

Piuttosto che installare a mano ogni singolo pacchetto, è comodo usare il metapacchetto kubuntu-desktop, che racchiude tutto il necessario per avere a disposizione KDE e le applicazioni ad esso collegate.

KDE nell’era glaciale

L’installazione è semplicissima, anche se richiede una notevole mole di dati da scaricare e installare:

sudo aptitude install kubuntu-desktop

Dopo qualche (tanti!) minuti KDE sarà installato sul sistema.

Spesso l’installazione di kubuntu-desktop provoca la sostituzione dello splash screen di Ubuntu con quello di Kubuntu. Questo spiacevole comportamento può essere corretto usando il terminale:

sudo update-alternatives --config usplash-artwork.so

Si otterrà un menu che offre le varie alternative (solo due se non avete altri desktop environment installati). Scegliamo /usr/lib/usplash/usplash-theme-ubuntu.so per avere lo splash di Ubuntu.

L’ultimo passaggio è riconfigurare il kernel con:

sudo dpkg-reconfigure linux-image-`uname -r`

Al riavvio, tutto sarà tornato a posto.

Aggiornamento: se l’avvio di applicazioni KDE dovesse riferire problemi legati al “dcopserver”, provate ad eseguire da terminale questo comando:

sudo chmod 0777 ~/.kde -R

…ma ditemi voi se questo video sulla diffusione del porno su internet non merita di essere osservato con attenzione.

I dati riportati erano tanti, ma non me ne ricordo nessuno. Ero… ah-ehmm… diciamo così… distratto! 😉

In un post di qualche giorno fa ho già definito mafiosa e terrorista la strategia FUD che Microsoft sta tenendo sulla questione dei brevetti di sua proprietà che Linux starebbe violando. Brevetti che non si è mai degnata di esplicitare, visto che probabilmente non c’è alcuna violazione.

Microsoft Vs Linux

Nello stesso post dicevo testualmente che “l’arma migliore contro il terrorismo è dimostrare di non essere terrorizzati”. Bene, oggi la Linux Foundation ha risposto per le rime al terrorismo della Microsoft, e non mi sembra affatto che nell’aria ci siano nuvole di paura.

La notizia è riferita da Punto Informatico, che riassume brevemente la vicenda. La notizia originale è invece apparsa su BusinessWeek in un articolo a firma di Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation. Si consiglia lettura molto attenta. vi riporto qualche stralcio interessante:

“But as we said before, Microsoft is, above all, a rational actor. The software maker is hesitant to instigate a patent war, as it has too much experience with the downside of such litigation. Just ask Microsoft about its MP3 patent dispute, in which a jury recently ordered the software maker to pay $1.5 billion to Alcatel-Lucent”

“Microsoft, our [della Linux Foundation, nda] membership, and software users in general all know that a patent war guarantees only one sure outcome: The customer loses. Customers want choice and innovation. That’s why open-source is winning.”

Microsoft is not the only—perhaps not even the largest—owner of patents in this area. Individual members of the Linux ecosystem have significant patent portfolios. […] the Linux Foundation also has created a legal fund to defend developers and users of open-source software against malicious attack. We don’t expect to but, if needed, we will use this fund to defend Linux.

Sacrosanta questa affermazione:

Touch one member of the Linux community, and you will have to deal with all of us.

Questo è l’atteggiamento migliore per respingere al mittente questa strategia del c@xxo che Microsoft sta applicando. Aggressivo contro chi aggredisce, rassicurante nei confronti degli utenti e delle industrie che investono quotidinamente con Linux e hanno bisogno di stabilità e certezze, le cose che la Microsoft cerca di distruggere con i suoi avvertimenti mafiosi.

Linux al rogo

E’ ragionevole pensare che Redmond non intraprenderà mai azioni legali contro Linux. Lo scenario che si va delineando è quello già descritto giorni addietro da Mark Shuttleworth in questo interessante post del suo blog. Il buon Mark, forse per temperamento, e anche per necessità “diplomatiche”, riesce ad avere uno sguardo posato e lungimirante sulla questione.

Io no, e mi sto inc@xxando sempre di più…

Good Morning Mr. Gates

Aggiornamento: pochi minuti dopo aver pubblicato il post, ho trovato un articolo su The Register (riportato da Ossblog), che spiega le “vere ragioni” per cui Microsoft non può presentare la lista dei brevetti violati. No comment. Ma l’inc@xxatura aumenta smisuratamente…