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Daily Archives: Maggio 26th, 2007

In un post precedente ho parlato di come montare le immagini ISO usando la riga di comando di Linux. Chi dovesse trovare scomodo questo modo di procedere ha a disposizione un comodo tool grafico che funziona come un clone dei famosi Daemon Tools (et similia) per Windows: AcetoneISO

AcetoneISO

AcetoneISO permette di montare non solo file .iso, ma anche .mdf e .nrg, cosa che permette di coprire la quasi totalità dei formati disponibili, e può anche convertire in ISO immagini .bin, .cue, .mdf, .nrg, .ccd, .img, .cdi, e addirittura .xbox, .b5i, .bwi, .pdi e .daa. Altre comode funzioni sono la cancellazione dei riscrivibili, la crittazione o decrittazione dei file .iso e la masterizzazione di alcuni formati direttamente con K3b.

AcetoneVERO

Meglio non usare questo acetone sui nostri CD…

Attenzione: gli utenti di Kubuntu non avranno problemi, ma AcetoneISO richiede le librerie di KDE, quindi gli ubunteros come me dovranno soddisfare le dipendenze necessarie, o meglio installare il pacchetto kubuntu-desktop (argomento su cui prossimamente scriverò un post apposito).

Di cose che Linux può fare e Windows no ce ne sono tante. Una di queste è l’anteprima audio in Nautilus. Semplicemente lasciando per pochi istanti il puntatore del mouse sull’icona di un file audio, è possibile ascoltarne un’anteprima senza avviare alcun programma.

Pentagramma

La guida più breve del blog si conclude con le istruzioni per installare il programma che fornisce questa funzionalità, mpg321. Pronti col terminale?

sudo apt-get install mpg321 vorbis-tools

Fatto!

Oggi ho letto su Pollycoke che l’ISTAT ha convertito tutta la sua infrastruttura informatica a Linux, per la precisione a Red Hat Enterprise Linux.

Ora, l’ISTAT non è propriamente un ritrovo di debosciati, ma l’istituto che produce, elabora e pubblica rilevazioni come l’andamento tendenziale e congiunturale del PIL, dell’inflazione, della produzione industriale, dell’occupazione. Robettine che influenzano le scelte di politica economica e sociale e decretano il successo o il fallimento dei governi che cercano (faticosamente…) di tenere l’Italia sui binari.

Statistica

Il fatto che l’ISTAT affidi a Linux l’intera sua rete, dopo aver fatto dei lunghi test locali, implica molti aspetti, tra i quali quelli che Linux costa poco, che funziona bene, che è sicuro, che è scalabile. Ma uno di questi svetta sopra gli altri: di Linux ci si può fidare.

L’ISTAT non è l’unica istituzione ad aver operato questa scelta. Vi riporto un elenco (molto sommario) di tutte le svolte pro-Linux che sono riuscito a tracciare:

  • il Parlamento Francese fornisce computer con Ubuntu ai propri deputati;
  • il Massachusetts ha adottato Linux per tutti i sistemi della locale Pubblica Amministrazione ;
  • tra una birra e l’altra, il consiglio comunale di Monaco di Baviera ha deliberato l’adozione di Linux per i propri sistemi;
  • in Brasile il governo ha imposto alle varie amministrazioni statali l’utilizzo di Linux;
  • il governo macedone ha installato Ubuntu in tutte le scuole del paese;
  • Francia e Bulgaria hanno adottato Linux per i loro sistemi di e-governmen;
  • a Bolzano, le scuole usano Linux per la didattica (ne ha parlato anche Report, su RaiTre);
  • Aggiornamento del 6/6/07: il Vaticano usa Linux dal 1995 (God bless you!) e il Governo dell’Andalucia ha stanziato 15 milioni da investire nel FOSS.

E non è che qualche esempio. Basta cercare un pò con Grande Fratello Google e se ne trovano a decine.

Tux-Winsucks

Purtroppo, dietro Linux non c’è nessuna grande corporation e nessun grande finanziatore che possa pagare campagne pubblicitarie come la delirante Get The Fact$* di Microsoft. Ma siccome siamo tutti cittadini di qualche piccola amministrazione comunale, dove il rapporto con gli eletti è spesso quotidiano e informale, non c’è cosa migliore che si possa fare per aiutare la lenta, costante crescita di Linux dello spiegare ai nostri amministratori che con Linux si può risparmiare, si lavora meglio che con Windows e che non è difficile trasferire i propri dati e le proprie abitudini da un ambiente all’altro.Questo post del blog di Simone Brunozzi torna sull’argomento. Se qualcuno vuole fondare “Forza Linux”, voglio la tessera numero 2.

* Ma guarda un pò, proprio mentre $crivevo questo link mi $i è rotto il tasto della e$$e! $cu$ate il broken link, ma dal mio Blog al $ito della Micro$oft proprio non vi ci mando…