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Ogni tanto Intel ci fa qualche bella sorpresa, e tempo addietro ha reso noto al mondo di aver creato una utility che piacerà a molti ubunteros “nomadi” come me: Intel PowerTOP.

PowerTOP

Il nuovo programma della Intel ha il duplice scopo di aumentare l’autonomia del portatile e anche di ridurre la temperatura del processore, ottimizzando il funzionamento del sistema operativo e dei programmi rendendoli meno esosi di preziosi risorse. Il suo funzionamento è molto complesso, e promette di ottenere dei buoni risultati, soprattutto perchè, ribadisco, agisce sia sul kernel che in userspace, a livello dei singoli programmi.

Chi non si è sottoposto al rituale mistico della ricompilazione del Kernel non può però avvantaggiarsi delle potenzialità di questo software, che richiede un kernel 2.6.21 o superiore (2.6.23 se 64-bit), quindi non è compatibile con Feisty (o meglio, funziona, ma non può intervenire). Oggi però è il 7 Giugno, e siamo tutti in attesa di Tribe 1, il primo CD “beta” di Gutsy Gibbon, la prossima versione di Ubuntu in uscita per Ottobre, che fornirà il kernel 2.6.22, e io sono molto curioso di vedere se questo PowerTOP mantiene le sue promesse.

Attendetevi aggiornamenti nei prossimi giorni!

Aggiornamento del 06/08/07: in questo articolo PowerTop viene presentato in maniera assai poco entusiastica ma molto dettagliata e “ragionata”.

Navigando in mare aperto ho scoperto il sito vixy.net. A differenza del programma youtube-dl (di cui ho parlato qui) questo sito giapponese converte online i file .flv (come i video in flash di youtube, per intenderci) in altri formati, come avi, mov, e addirittura mp3 (salvando quindi solo l’audio).

Vixy.net

Il file viene scaricato e convertito in remoto, e poi inviato automaticamente al browser per il download. Interessante la possibilità di conversione in formati come mp4 (per iPod video) e gp3 (supportato da molti telefonini). Ancora più interessante il fatto che il motore di conversione sia open-source.

Il servizio è in beta, ma funziona già benissimo, anche con file di grandi dimensioni.

Dopo aver visto, in un post di qualche giorno che ha avuto un grande riscontro, come scaricare i video di Raiclick, sul blog di nakinub leggo dell’esistenza di un programma dedicato al download dei video di youtube: youtube-dl.

Google compra Youtube

Google compra anche Youtube. C’è ancora qualcosa che non gli appartiene?

L’installazione è facilissima da terminale:

sudo apt-get install youtube-dl

e altrettanto facile l’utilizzo, sempre da terminale:

youtube-dl <url_del_file_da_scaricare>

Il post originale di nakinub si trova qui.

Aggiornamento del 8/10/2007:  Scaricare i video di YouTube (2)

Raiclick è il sito di Tv on demand gestito dalla Rai, dove è possibile trovare spezzoni o intere trasmissioni andate in onda sui tre canali terrestri dell’azienda. Siccome, sembra impossibile ma è vero, la tv pubblica produce ancora qualche programma di qualità, come Report, Correva l’anno o Parla con me, è piacevole poter rivedere qualche trasmissione che abbiamo perso o che ci è particolarmente piaciuta.

Raiclick

Di tutto, di più… ma solo con Windows Media Player… :-S

Da un’azienda di Stato, quindi pubblica e pagata (anche) con una tassa obbligatoria, ci aspetteremmo che tali filmati siano disponibili in uno standard aperto, e invece sono tutti registrati in formato Windows Media Video… bah!

Noi utenti di Linux siamo costretti quindi ad installare i codec w32codecs per godere di tali contenuti, ma soprattutto non possiamo scaricare il file sul nostro computer e rivedercelo quando vogliamo.

Il buon mplayer ci viene in aiuto: l’opzione -dumpstream permette di salvare il flusso in un file che poi potremo rinominare e rivedere quando vogliamo, anche senza connessione ad Internet.

Ad esempio, per vedere la puntata di Ballarò del 15 maggio scorso (che è la prima nella top ten al momento in cui scrivo) è sufficiente aprire il terminale e inserire questo comando:

mplayer -dumpstream mms://media.fastweb.it/WM9/raiclick/FMVRAI04000001079657.wmv

Nella directory da cui lanciamo il comando sarà salvato un file stream.dump che alla fine del dump potrà essere rinominato a nostro piacere.

Ottenere la url del file è semplice, basta cliccare col destro sul link che appare nella finestra pop-up per copiare l’indirizzo:

Pop-up di RaiClick

e poi eliminare la parte che segue l’estensione .wmv del file.

In un post precedente ho parlato di come montare le immagini ISO usando la riga di comando di Linux. Chi dovesse trovare scomodo questo modo di procedere ha a disposizione un comodo tool grafico che funziona come un clone dei famosi Daemon Tools (et similia) per Windows: AcetoneISO

AcetoneISO

AcetoneISO permette di montare non solo file .iso, ma anche .mdf e .nrg, cosa che permette di coprire la quasi totalità dei formati disponibili, e può anche convertire in ISO immagini .bin, .cue, .mdf, .nrg, .ccd, .img, .cdi, e addirittura .xbox, .b5i, .bwi, .pdi e .daa. Altre comode funzioni sono la cancellazione dei riscrivibili, la crittazione o decrittazione dei file .iso e la masterizzazione di alcuni formati direttamente con K3b.

AcetoneVERO

Meglio non usare questo acetone sui nostri CD…

Attenzione: gli utenti di Kubuntu non avranno problemi, ma AcetoneISO richiede le librerie di KDE, quindi gli ubunteros come me dovranno soddisfare le dipendenze necessarie, o meglio installare il pacchetto kubuntu-desktop (argomento su cui prossimamente scriverò un post apposito).

Di cose che Linux può fare e Windows no ce ne sono tante. Una di queste è l’anteprima audio in Nautilus. Semplicemente lasciando per pochi istanti il puntatore del mouse sull’icona di un file audio, è possibile ascoltarne un’anteprima senza avviare alcun programma.

Pentagramma

La guida più breve del blog si conclude con le istruzioni per installare il programma che fornisce questa funzionalità, mpg321. Pronti col terminale?

sudo apt-get install mpg321 vorbis-tools

Fatto!

Quante volte capita di visitare un sito od un forum, magari un pò “sospetto”, o di ricorrervi occasionalmente per cercare soluzione a qualche problema che ci affligge? Ci venga chiesta una registrazione per accedere ai contenuti del sito/forum, con l’obbligo di lasciare un indirizzo e-mail valido al quale poi si riceverà la password, ma spesso oltre a questa si riceverà anche un’enormità di spam. Senza parlare, ovviamente, dei problemi di privacy collegati alla diffusione così vasta del nostro indirizzo sulla rete.

Il sito 10 Minute Mail tenta di risolvere questo problema con un sistema geniale: cliccando su un link nella home del sito si ottiene un indirizzo e-mail, consultabile via browser, che dura dieci minuti e poi sparisce senza lasciare tracce. Salvaguardando privacy, spam, preoccupazioni varie.

Totò Peppino e la Malafemmina

Questa lettera non è durata 10 minuti. Per fortuna!

10 Minute Mail ha una interfaccia ridotta all’essenziale e non chiede alcuna registrazione nè formalità. Basta cliccare sul link e l’indirizzo è assegnato automaticamente. L’ho usato per un pò ed è assolutamente favoloso.

Con Linux e Ubuntu non c’entra nulla, ma volevo segnalarlo lo stesso. Anzi, mi correggo: c’entra eccome! 10minutmail.com gira su un server Debian ;-)

Aggiornamento del 16/10/2007: da un post di DelirioMediatico apprendo dell’esistenza di ulteriori siti che forniscono il medesimo servizio. Eccoli:

Mentre cercavo un pacchetto in Synpatic, mi sono imbattutto in un programma della repository universe chiamato “vrms”. Il nome è un acronimo, ed è tutto un programma: Virtual Richard M. Stallman. Dò per scontato che sappiate chi è RMS, altrimenti fate penitenza e magari leggete la pagina a lui dedicata su Wikipedia.

Questo simpatico programma scandisce l’elenco dei pacchetti installati e restituisce quelli che non aderiscono alla licenza GPL.

vrms

Come vedete il mio sistema è “impuro” allo 0,9% :-P

Se siete dei veri “talebani” del Free Software, potete procedere a togliere di mezzo tutti i pacchetti che limitano la vostra libertà.

In un post precedente abbiamo visto quanto è facile montare l’immagine ISO di un cd sulla nostra Ubuntu box. Purtroppo la grande diffusione del programma di masterizzazione Nero Burning Rom, leader nell’ambiente Windows, fa sì che spesso si trovino immagini di cd nel formato .nrg, che è quello standard di Nero e non può essere montato altrettanto facilmente che un’immagine ISO.

CD

Il problema può essere facilmente aggirato senza dover avviare Windows, usando un comodo tool chiamato nrg2iso, che, come il nome lascia intendere, può essere usato per convertire file .nrg in immagini ISO. Semplice, veloce, gratuito, e soprattutto libero: è rilasciato sotto licenza GPL ed è disponibile nei repository di Ubuntu.

L’installazione è semplicissima, con l’aiuto del buon terminale:

sudo apt-get install nrg2iso

L’utilizzo è ancora più semplice:

nrg2iso [nome-del-file.nrg] [nome-del-file.iso]

Piece of cake! ;-)

Il formato PDF è largamente usato sulla rete per merito dell sue caratteristiche, e spesso si ha l’esigenza di creare file con questo standard per distribuire documenti che vengano stampanti sempre con il medesimo aspetto da qualsiasi sistema.

La conversione dei propri documenti in tale formato spesso richiede l’utilizzo di software dedicati, sia in ambiente Windows che Linux. Pochi però sanno che Ubuntu dispone di una stampante PDF virtuale che può essere facilmente installata sul sistema.

Stampante PDF

Il pacchetto di cui abbiamo bisogno è cups-pdf, che possiamo installare via synaptic o via terminale:

sudo apt-get install cups-pdf

Dopodichè, apriamo Sistema –> Amministrazione –> Stampa, e scegliamo “Nuova stampante“. Il tool di riconoscimento automatico dovrebbe indicarci la presenza di una “PDF Printer (Virtual Printer)“. Selezioniamola e andiamo al passo successivo: scegliamo “Generic” come produttore e “Postscript” come modello. Infine, diamo una descrizione ed un nome a nostro piacimento e completiamo l’installazione cliccando su “Applica“.

La nostra stampante virtuale è ora installata e potremo addirittura stampare una pagina di prova per accertarci che tutto sia andato bene. I PDF vengono salvati all’interno di una cartella chiamata “PDF” nella nostra home, ma possiamo far sì che vengano spostati altrove modificando il file di configurazione /etc/cups/cups-pdf.conf.