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Logo Ubuntu

Il logo di Ubuntu.

 

Logo MSA

Il logo di Microsoft Alumni Network.

 

[Fonte: Mike's Planet]

 

[via: Ubuntista]

Disinfettare i virus di Outlook

[via: Illusion22]

…se si conosce solo Linux!

Dedicato a quelli che “ma Linux è solo per programmatori!” e a quelli che “ma per installare i programmi bisogna compilarli!”.

Leggo su Ubuntu facile e rilancio la notizia di una petizione che Renzo Davoli ha aperto su petitiononline.com, con lo scopo di separare la vendita del software venduto insieme ai nuovi PC (ad esempio il sistema operativo Windows e gli altri programmi che ci ritroviamo preinstallati).

La mozione è interessante, e l’ho votata. Potete farlo anche voi andando a questo indirizzo.

Un interessante e provocatorio post apparso sull’ottimo blog di Telperion ha acceso una piccola discussione tra lui, Illusion22 e il sottoscritto, sulla questione della integrazione a livello grafico delle applicazioni Linux e Windows nei due sistemi operativi.

Scarsa integrazione
Un esempio di scarsa integrazione

La mia opinione è abbastanza chiara leggendo i commenti. Secondo me l’integrazione aiuta, soprattutto per avvicinare gli utenti Windows al nostro mondo, ma per quanto mi riguarda personalmente, ritengo prioritari gli aspetti della buona funzionalità e della qualità dei programmi.

In ogni caso, per chi non volesse rinunciare alla omogenità estetica delle proprie applicazioni su Linux, segnalo due guide apparse tempo addietro su pollycoke: una per integrare le applicazioni KDE in Gnome e una per integrarvi le applicazioni Qt. Non le ho ancora usate, ma se qualcuno vuole provarle i commenti sono i benvenuti.

In un post di qualche giorno fa ho già definito mafiosa e terrorista la strategia FUD che Microsoft sta tenendo sulla questione dei brevetti di sua proprietà che Linux starebbe violando. Brevetti che non si è mai degnata di esplicitare, visto che probabilmente non c’è alcuna violazione.

Microsoft Vs Linux

Nello stesso post dicevo testualmente che “l’arma migliore contro il terrorismo è dimostrare di non essere terrorizzati”. Bene, oggi la Linux Foundation ha risposto per le rime al terrorismo della Microsoft, e non mi sembra affatto che nell’aria ci siano nuvole di paura.

La notizia è riferita da Punto Informatico, che riassume brevemente la vicenda. La notizia originale è invece apparsa su BusinessWeek in un articolo a firma di Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation. Si consiglia lettura molto attenta. vi riporto qualche stralcio interessante:

“But as we said before, Microsoft is, above all, a rational actor. The software maker is hesitant to instigate a patent war, as it has too much experience with the downside of such litigation. Just ask Microsoft about its MP3 patent dispute, in which a jury recently ordered the software maker to pay $1.5 billion to Alcatel-Lucent”

“Microsoft, our [della Linux Foundation, nda] membership, and software users in general all know that a patent war guarantees only one sure outcome: The customer loses. Customers want choice and innovation. That’s why open-source is winning.”

Microsoft is not the only—perhaps not even the largest—owner of patents in this area. Individual members of the Linux ecosystem have significant patent portfolios. [...] the Linux Foundation also has created a legal fund to defend developers and users of open-source software against malicious attack. We don’t expect to but, if needed, we will use this fund to defend Linux.

Sacrosanta questa affermazione:

Touch one member of the Linux community, and you will have to deal with all of us.

Questo è l’atteggiamento migliore per respingere al mittente questa strategia del c@xxo che Microsoft sta applicando. Aggressivo contro chi aggredisce, rassicurante nei confronti degli utenti e delle industrie che investono quotidinamente con Linux e hanno bisogno di stabilità e certezze, le cose che la Microsoft cerca di distruggere con i suoi avvertimenti mafiosi.

Linux al rogo

E’ ragionevole pensare che Redmond non intraprenderà mai azioni legali contro Linux. Lo scenario che si va delineando è quello già descritto giorni addietro da Mark Shuttleworth in questo interessante post del suo blog. Il buon Mark, forse per temperamento, e anche per necessità “diplomatiche”, riesce ad avere uno sguardo posato e lungimirante sulla questione.

Io no, e mi sto inc@xxando sempre di più…

Good Morning Mr. Gates

Aggiornamento: pochi minuti dopo aver pubblicato il post, ho trovato un articolo su The Register (riportato da Ossblog), che spiega le “vere ragioni” per cui Microsoft non può presentare la lista dei brevetti violati. No comment. Ma l’inc@xxatura aumenta smisuratamente…

Si può pensare tutto e il contrario di tutto, ma Steve Ballmer di sicuro è un uomo di successo. Quando diventi il CEO di un’azienda (Microsoft) con 70.000 dipendenti che fattura 44 miliardi di dollari in un anno non si può dire che sei un stronzo.

Quindi Ballmer è un uomo di successo, e si sa che il successo può dare alla testa. E infatti mentre presentava Vista ad una imprecisata platea, a Ballmer è partito un embolo ed ecco il risultato:

Chissà se anche negli States c’è la Legge Basaglia? Il buon Steve ne avrebbe proprio bisogno… insieme ad un cardiologo.

Qualche cattivone ha ravvisato delle somiglianze con un altro illustre personaggio del passato. Io non avevo colto, sulle prime, ma quest’altro video è abbastanza eloquente.


Ballmer: your potential, our passion!

Linux sta violando oltre 230 brevetti posseduti da Microsoft. I dettagli sono qui. Non si sa quali brevetti sono, non si conosce il codice, ma Linux sta violando dei brevetti.

Certo… come no?

A Microsoft… ma vaff…!

Ci sarebbe tutto un lungo discorso da fare sulla questione. La strategia FUD sembra essere l’arma migliore che la Microsoft ha a disposizione per spuntare le armi del software libero e di Linux in generale. Non esito a definire come mafioso questo genere di comportamento:

“Se vuoi usare Linux fai pure, ma stai attento: se un giorno si scopre che Linux viola i miei brevetti ti farò pagare un sacco di soldi. E allora perchè non ti metti l’anima in pace e ti compri una licenza di Windows? O magari ti posso vendere una licenza Suse, tanto la Novell si è calata le braghe, e quindi se ti compri *quella* distribuzione (e solo quella…) puoi stare al sicuro, non ti trascinerò in tribunale. Mica vorrai metterti contro un colosso come me?”

Non so voi, ma la mia idea è che sia un atteggiamento a dir poco vergognoso. E’ chiaro che Microsoft non penserà mai di intraprendere un’azione legale che verosimilmente non ha alcun fondamento, che la impantanerebbe in una serie di costosi processi, che potrebbe anche perdere, e che potrebbero scoperchiare un vaso di Pandora di brevetti che magari è Microsoft stessa a violare. Però le minacce e gli avvertimenti in stile “ti farò un’offerta che non puoi rifiutare” sono gratuiti, costano poco e possono anche essere efficaci. Dalle mi parti tutto ciò si chiama terrorismo.

Siccome l’arma migliore contro il terrorismo è dimostrare di non essere terrorizzati, invito tutti gli utilizzatori di Linux a denunciarsi per le presunte violazioni dei brevetti Microsoft. E’ partito un progetto, che fa il paio col più famoso Show Us The Code, che mira a raccogliere le autodenunce dei fan del pinguino: si chiama “Sue me first, Microsoft“.

Ah, dimenticavo: anche Windows viola un sacco di brevetti Linux. Sono oltre 600. Lo afferma l’ottimo Simone Brunozzi in questo articolo. Ma anche noi siamo buoni, e Microsoft non la denunciamo. Per ora. Ma potremmo farlo.

Attento, Bill: i pinguini mordono…

Primo Maggio 2007. Marchiate in rosso sul calendario questa data che segna l’inizio di una nuova era nel mondo dell’informatica. Il più grande produttore al mondo di pc ha finalmente sdoganato Ubuntu (e Linux) come Sistema Operativo credibile ed affidabile per il mondo desktop.

Ubuntu e Dell, oggi sposi

La notizia era nell’aria da qualche tempo e pochi minuti fa il blog ufficiale di Dell ha lanciato la notizia di un accordo tra Dell e Canonical per la vendita di Feisty Fawn preinstallato su una selezione di portatili e fissi della casa di Austin. Alla fine della pagina con la notizia in questione trovate anche un’interessante video-intervista a Mark Shuttleworth, leader di Canonical, che parla delle prospettive di questa notizia.

I dettagli dell’accordo non sono noti, ma si parla di una ampia selezione di notebook della serie E e di due linee di desktop che dovrebbe ricevere in dote Ubuntu come sistema operativo. La speranza è che anche il mercato EMEA (e quindi l’Italia) sia coinvolto nell’accordo e che questo porti anche una sostanziosa riduzione di prezzo di questi portatili, considerato il costo delle versione OEM di Windows Vista (la cosiddetta Microsoft Tax).

C’è da dire che questa notizia potrebbe non riservare solo rose e fiori per noi amanti di Ubuntu e del Software Libero. Dell è probabilmente il produttore più vicino a Microsoft in assoluto, e alcuni pensano che questa scelta sia non del tutto scevra di risvolti negativi. Vi lascio un paio di link interessanti che potranno aiutarvi a farvi un’opinione al riguardo: l’ottimo Blog di Simone Brunozzi (a cui ho “rubato” l’immagine in cima a questo articolo) e un commento a firma di Steven J. Vaughan-Nichols su DesktopLinux.com